GAIWAN e ARABISCUS


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mercoledì 20 marzo | ORE 21:00 SOTTO IL MONTE - Sala Civica piazza Papa Giovanni Paolo II
ingresso libero

Un cimitero. Due uomini. Gaiwan è la tradizionale tazza cinese per l’infusione del tè che usa uno dei due protagonisti per il suo insolito rito di fronte alla tomba di famiglia. Come in un western, un gesto che genera pregiudizio e riflessione. In pochi, semplici quadri, il regista Elia Moutamid costruisce “una parabola sulla speranza e la morte che accomuna gli uomini al di là dei loro pregiudizi”. Al centro del suo racconto c’è l’empatia, perché sono le paure nei confronti dell’altro a generare il disagio. Lo insegna la storia curiosa e appassionante dello stesso regista. Oltre a Gaiwan vedremo e commenteremo anche la web-serie Arabiscus, “una rubrica ironica e irriverente per capire e sfatare alcuni pregiudizi sugli arabi e la loro lingua”, realizzata da Moutamid con la moglie Valeria Battaini.

 

Elia Moutamid. Nato a Fès, in Marocco, nel 1982, all’età di un anno, si trasferisce con la famiglia nel Nord Italia, in provincia di Brescia. Nel 2001 ottiene il diploma di perito metalmeccanico e inizia a lavorare come responsabile della qualità in un’azienda. Ma la passione per teatro e cinema lo portano all’Accademia della voce di Brescia e alla Scuola di cinema Mohole di Milano. Nel 2017 dirige Talien, il suo primo lungometraggio vincitore del Premio Speciale della Giuria e del premio Gli occhiali di Gandhi al 35° Torino Film Festival. Moutamid è anche regista della web-serie Arabiscus, “una rubrica ironica e irriverente per capire e sfatare alcuni pregiudizi sugli arabi e la loro lingua”, realizzata con la moglie Valeria Battaini.